Maria Montessori, figlia di Alessandro e Renilde Stoppani (e dunque nipote dell'abate Stoppani), nasce il 31_agosto" a Chiaravalle (Ancona) i n una casa sita al civico 10 di Piazza Mazzini come testimoniato dal certificato di dell'insigne pedagogista.

Pochi anni dopo si trasferisce, con tutta la famiglia, a Roma, da poco capitale dove decide d'intraprendere studi scientifici per diventare ingegnere, un tipo di carriera che a quel tempo era decisamente preclusa alle donne. Pur provenendo da una famiglia dalla mentalità moderna che ne appoggia l’inclinazione allo studio, fatto eccezionale in un’epoca in cui alle donne era di regola negato l’accesso all’istruzione, non le consentira’ ingegneria, ritenuta facolta’ eccessivamente maschile

Seppur unica donna, si iscrive quindi alla facoltà di medicina dell’università di Roma.

Quando si laurea nel 1896 è la prima donna a diventare medico dopo l’unità d’ Italia.

Inizia a dedicare la propria attenzione ai bambini, occupandosi in particolar modo di bambini con problemi psichici, 1896.


 Intorno al 1900 inizia un lavoro di ricerca presso il manicomio romano di S. Maria della Pietà dove, tra gli adulti malati di mente, si trovavano bambini con difficoltà o con turbe del comportamento, i quali sono rinchiusi e trattati alla pari degli altri malati mentali adulti e in stato di grave abbandono affettivo,  
giungendo alla conclusione che il trattamento educativo era più efficace delle consuete cure mediche.
 

Generosa ed energica, Montessori decise di dedicarsi al loro recupero e ottenne, con l'aiuto di materiali adatti, risultati inaspettati. Con calore si battè per i loro diritti nei congressi di quegli anni e al tempo stesso cominciò a studiare i bambini normali, per i quali il 6 gennaio 1907 aprì appunto la prima "Casa dei Bambini" creando una scuola armoniosa e a misura del fanciullo, anche nell'arredamento - con i piccoli banchi bianchi fra pareti colorate, librerie e lavandini ad altezza di bambino - e introducendo nuovi materiali di sviluppo.

Nel suo lavoro viene coadiuvata dal medico Giuseppe Montesano, con il quale allaccia una sfortunata storia d’amore.
La profonda delusione causata dall’abbandono da parte di lui, che la lascia sola mentre aspetta il piccolo Mario, porta Maria Montessori ad avvicinarsi al movimento femminista (di grande importanza per l’emancipazione femminile è stato il suo intervento al Congresso femminile di Berlino).


Se era stato accettato che una donna potesse essere colta non sarebbe mai stato accettato che la stessa potesse avere un figlio fuori dal matrimonio a maria fu costretta a dare il suo unico figlio in affido. Ma il suo lavoro per i bambini prosegue, Maria continua infatti ad impegnarsi anima e corpo, canalizzando le energie dei dispiaceri privati, su opere internazionali a beneficio dei bambini.

Dal 1913, subissata come è dalle richieste che le giungono dall’estero, comincia a viaggiare in Francia, Stati Uniti, Spagna ed Olanda per infine stabilirsi nel periodo della seconda guerra mondiale in India, dove diffonde la sua opera pedagogica.

Nel 1924 fonda l'Opera Nazionale Montessori per l'attuazione e la tutela del metodo ma nel 1936, ostile al regime fascista che tentava di farne uno strumento di propaganda politica, lascia l'Italia per seguire lo sviluppo delle scuole montessoriane in diverse parti del mondo, in particolare negli Stati Uniti e in India, dove diffonde la sua opera pedagogica. 
 
Maria Montessori è stata anche scrittrice e ha esposto i suoi metodi e i suoi principi in numerosi libri. In particolare, nel 1909 pubblica "Il metodo della pedagogia scientifica" che, tradotto in numerosissime lingue, darà al metodo Montessori una risonanza mondiale.

 Muore il 6 maggio 1952 a Noordwijk, in Olanda, vicino al Mare del Nord.
E sempre in Olanda, 14 anni fa, morì il suo unico figlio Mario.

La sua opera continua a vivere attraverso le centinaia di scuole istituite a suo nome nelle più disparate parti del globo.

Durante gli anni '90 il suo volto è stato raffigurato sulle banconote italiane da Mille Lire, rimpiazzando quello di Marco Polo, e fino all'entrata in vigore della moneta unica europea.

 

Cosi’ si sono espressi sul suo conto:

 

"A questa donna straordinaria si deve l'elaborazione di un metodo pedagogico innovativo e foriero di grandi risultati.
A lei si deve la scoperta delle grandi potenzialità che ogni bambino porta in sé e che raramente trovano espressione a causa delle strutture frustranti della famiglia e della società. Il suo lavoro pedagogico non ha rivoluzionato solo i metodi di insegnamento, ma anche il modo di percepire i bambini...". (Sergio Vicini, giornalista)

"La scuola italiana ha un grande debito di riconoscenza nei confronti di Maria Montessori, esemplare figura di educatore che ha precorso i tempi ed ha avuto il coraggio di avviare un progetto pedagogico innovativo, basato sulla centralità della persona e sull'idea del bambino come persona completa...". (Giuseppe Fioroni)

"Oggi ci troviamo di fronte a bambini che non sanno riconoscere la disciplina che si trovano a non conoscere le norme, i bambini che frequentano le scuole Montessori hanno invece più rispetto delle regole, degli spazi, del "mio" e del "tuo", perché il bambino non viene trascurato ma osservato...". (Maria Rita Parsi)

"La celebrazione di queste giorni rappresenta l'avvio di una strada luminosa e grande per la realizzazione del sogno di Maria Montessori: l'educazione dei bambini alla pace, l'educazione dei bambini all'autonomia e all'indipendenza...".   (Pietro De Santis, presidente dell'Opera Nazionale Montessori)

 

Una gran donna quindi, che ha unito cultura e umanità, diventando un grande esempio per tutte noi.

Foto di Maria

Trasposizione televisiva della sua vita.

 

Copywrite: Eva