Dal 1901, anno dell’istituzione del premio Nobel, sono state solo 11 le scienziate alle quali è stato attribuito tale riconoscimento per una disciplina scientifica nei settori della fisica, chimica e medicina (non essendo previsto il Nobel per la matematica e la biologia).
La polacca Marie Curie-Sklodowska, grazie ai suoi studi sulla fisica e la chimica è stata l’unica scienziata ad ottenerne due.
In totale sono quindi 12 i Nobel riconosciuti alla scienza femminile su oltre 500 assegnati nel corso del XX secolo.



Marie Sklodowska Curie (1867-1934):

Polacca, è stata una delle più famose scienziate del ‘900 e la prima donna a vincere il premio Nobel. Laureata in Matematica nel 1894, attraverso la scoperta della radioattività naturale si aggiudicò nel 1903 con il marito Pierre Curie il Nobel per la Fisica, e nel 1911 con Henry Becquerel il Nobel per la chimica in seguito all’isolamento del radio e del polonio.

Irène Joliot-Curie (1897-1956):

primogenita di Marie e Pierre Curie, in seguito alla produzione di elementi radioattivi artificiali ottenne nel 1935 con il marito Frédéric Joliot il premio Nobel per la chimica. Fu una donna impegnata politicamente, si schierò contro l'utilizzazione dell'energia nucleare a fini militari e contro lo sviluppo di armamenti atomici, assunse incarichi di governo nello schieramento della sinistra francese durante l'esperienza del "Fronte Popolare.

Gerty Radnitz-Cori (1896-1956)

nata a Praga, studiò biochimica negli Stati Uniti e nel 1947 ottenne con il marito Carl Cori il premio Nobel per la medicina come riconoscimento per la teoria sul metabolismo dei carboidrati e l'individuazione della funzione degli enzimi. Fu la prima donna ad ottenere il premio Nobel per la medicina.

Maria Goeppert-Mayer (1906-1972):

nata in Germania, si laureò in fisica e si trasferì negli Stati Uniti dove collaborò al "Progetto Manhattan", per la costruzione della bomba atomica. Le venne riconosciuto il premio Nobel per la fisica nel 1963 grazie alla scoperta della struttura del nucleo atomico..

Dorothy Crowfoot-Hodgkin (1910-1994):

nata al Cairo, studiò in Inghilterra e ottenne nel 1964 il premio Nobel per la chimica in seguito alla sue ricerche sulla struttura molecolare delle proteine. Fu una donna impegnata politicamente, si schierò contro l’utilizzo delle armi chimiche e si adoperò al fine di superare in campo scientifico le barriere e il limiti imposti dalla guerra fredda.

Rita Levi-Montalcini (n. 1909):

italiana, si laureò in medicina a Torino ma fu costretta a lasciare l’Università in conseguenza delle leggi razziali. Negli Stati Uniti scoprì una proteina capace di stimolare la crescita delle fibre nervose e per questo vinse il premio Nobel per la medicina nel 1986.

Gertrude Elion (1918-1998):

nata negli Stati Uniti, dedicò la sua attività scientifica alla ricerca sul cancro dopo che questa malattia colpì il nonno. Le venne attribuito il premio Nobel per la medicina nel 1988 come riconoscimento per lo sviluppo di numerose terapie farmaceutiche per il trattamento del cancro. I suoi studi permisero anche la creazione dell’AZT, un farmaco impiegato nel trattamento dell'AIDS.

Christiane Nusslein-Volhard (n. 1942):

tedesca, fu insignita del premio Nobel per la medicina nel 1995 grazie all'individuazione dei geni responsabili dello sviluppo degli organismi, una scoperta che risale al 1980 e attraverso la quale è stato possibile individuare le cause di alcune malformazioni umane congenite.


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