
COME INSEGNARE L'AUTOCONTROLLO AI NOSTRI FIGLI Insegnare ai propri figli il controllo di sé fa parte dei compiti fondamentali di ogni genitore. Fino a 2 anni I bambini molto piccoli sperimentano frequentemente delle frustrazioni dovute alla discrepanza tra ciò che vorrebbero fare e ciò che effettivamente sono in grado di fare. Per questo motivo spesso appariranno irritati e potranno avere delle manifestazioni di rabbia (piangere, urlare, battere la testa, lanciare via qualcosa che hanno nelle mani). Con i più piccoli è opportuno usare la distrazione. E’ esperienza comune che un bambino piccolo smette facilmente di piangere o di mostrare un comportamento irritato se gli si propone qualche stimolo piacevole che attiri la sua attenzione (un suono, un oggetto di suo gradimento, un giochino da fare insieme). Man mano che il bambino si avvicina al compimento del secondo anno di età è opportuno utilizzare dei brevi “time-out”: si invita il bambino a trascorrere pochi minuti in un’area a ciò designata (può essere una sedia della cucina, un angolo della casa, il suo lettino, etc.) finché non si sia calmato. In questo modo gli si insegna che gli scoppi d’ira hanno delle conseguenze e che è meglio trascorrere del tempo da soli quando ci si sente particolarmente frustrati o irritati. Dai 3 ai 5 anni In questo periodo si può continuare ad usare il metodo del “time out” , allungando i tempi a seconda dell’età del bambino (senza superare i 5 minuti), per dargli la possibilità di calmarsi. Per molti bambini è meglio interrompere il “time-out” non appena sia passato lo stato di irritazione, anziché rispettare dei tempi definiti: questo può essere un metodo molto efficace per rinforzare il raggiungimento dell’auto-controllo. A quest’età si può anche cominciare a chiedere verbalmente ai bambini di non perdere il controllo di sé in situazioni frustranti o difficili. Dai 6 ai 9 anni A 6 anni di solito i bambini cominciano a frequentare la scuola elementare. Le regole che si incontrano alla scuola elementare in genere sono più severe di quelle della scuola materna e ben presto il bambino è in grado di rendersi conto delle conseguenze di determinati comportamenti. A questa età i bambini cominciano anche a rendersi conto che sono effettivamente in grado di controllare il proprio comportamento ed effettuare delle scelte. E’ questo il momento di insegnare delle strategie per poterlo fare nelle maniera più efficace. Ad esempio si può aiutare il bambino a fermarsi e pensare prima di agire, insegnandogli a visualizzare un segnale di stop o una luce rossa. O ancora si possono esaminare, insieme a lui, differenti modi di rispondere a determinate situazioni, valutandone le possibili conseguenze, sia negative che positive. Possiamo inoltre insegnargli a rilassarsi quando si trova in situazioni stressanti e che potrebbero portare ad una perdita di controllo. Suggeriamo al bambino di fare dei respiri profondi o di allontanarsi fisicamente da situazioni che ritene pericolose o particolarmente in grado di suscitare la sua emotività. Qualche bambino riesce a calmarsi dedicandosi a qualche attività piacevole che riesca ad allontanare temporaneamente i suoi pensieri da ciò che lo sta turbando. Dai 10 ai 12 anni I ragazzi di questa età sono ormai capaci di analizzare il modo in cui pensano. E’ importante incoraggiare i ragazzi a parlare delle situazioni in cui tendono a perdere il controllo e analizzare insieme tali situazioni. Spesso le situazioni che fanno tanto irritare i ragazzi di questa età non sono così drammatiche come a loro sembra quando si verificano. Se li si aiuta a riflettere su quanto accaduto, sarà più facile per loro trovare una soluzione diversa quando vi incorreranno di nuovo. Dai 13 ai 15 anni A questa età i ragazzi saranno capaci di controllare la maggior parte delle loro azioni. Comunque è importante ricordare che gli adolescenti non sono particolarmente capaci di valutare le conseguenze a lungo termine del proprio comportamento. E’ importante incoraggiare i ragazzi a sviluppare le capacità di visualizzazione e di rilassamento per far fronte alle situazioni stressanti. Incoraggiate i vostri figli ad esprimere i propri pensieri e sentimenti quando si creano delle situazioni di tensione, invece di perdere il controllo, andar via sbattendo la porta o urlare. Potrebbe essere necessario adottare delle ‘sanzioni disciplinari’ (ad esempio privando il ragazzo di alcuni privilegi) per rinforzare il messaggio che è necessario raggiungere la capacità di auto-controllo. · Irrequietezza Può essere anche utile avere un colloquio con gli insegnanti per capire se possa esserci qualcosa inerente la vita scolastica che provochi turbamento al bambino. · Accessi di rabbia di una certa importanza Cerchiamo prima di tutto di capire cosa il bambino cerca di comunicarci con questi comportamenti (Ci sono stati dei cambiamenti che possono averlo turbato? E’ nato un fratellino? Ci sono delle difficoltà in famiglia? Stiamo attraversando un periodo particolarmente stressante?). Ricordiamoci che fino a che i bambini non hanno acquisito una completa padronanza del linguaggio manifestano i loro stati d’animo e il loro disagio soprattutto attraverso il comportamento. Infine, se tali segnali persistono, non esitiamo a consultare il suo pediatra o un altro professionista che possa aiutarci. Dieci ragioni per non picchiare i vostri bambini (di Jan Hunt, M.Sc. ) Fasi di crescita da bambinoi a preadolescente (Testo di Stelvio Beraldo) Fobie nei bambini ed adolescenti Lutto, perdita e separazione Deficit attenzione/iperattività Disturbo dell'espressione del linguaggio Torna alla pagina Essere Genitori |