FORNIRE AI PROPRI BAMBINI UNA "BASE SICURA"
(articolo di Virginia)



Vi parlo della TEORIA DELL'ATTACCAMENTO, sviluppata da Bowlby, uno psicanalista inglese nato nei primi anni del 900. Per questo autore il bisogno di attaccamento dei bambini verso la madre è una motivazione primaria che deriva da un bisogno affettivo del bambino…
Fino a quel momento invece, gli psicanalisti (in particolare Freud) pensavano che il bambino sviluppasse un legame con la madre per un bisogno di nutrimento… Questo fu smentito da Bowlby, che si accorse che i bambini di 1 o 2 anni non accettavano il cibo da qualsiasi donna, ma riconoscevano la mamma fra mille e la preferivano rispetto alle altre. I bambini hanno quindi per Bowlby una predisposizione biologica verso la madre, che fa capo a una necessita di contatto fisico, di conforto e di protezione.. Come nelle tribù primitive i bambini ricercavano la madre per sopravvivere agli animali feroci, così anche oggi i bambini ricercano un contatto con la figura privilegiata di attaccamento. Questo sistema di attaccamento, cioè di desiderio di vicinanza con la madre (che è fatto di comportamenti quali l’aggrapparsi alla mamma, il sorridere in sua presenza, il piangere in sua assenza o il seguirla negli spostamenti) si attiva principalmente in situazioni in cui il bambino è spaventato, affaticato, malato.. Si attenua invece quando il bambino riceve cure e conforto.
E’ necessario che la madre si comporti come una BASE SICURA fin dal primo anno di vita del bambino, proprio perchè è in questo periodo che si sviluppa il “sistema di attaccamento”. E’ fondamentale cioè che ella sia sensibile, che identifichi le richieste del bambino, che sia capace di rispondere adeguatamente ai suoi bisogni e che supporti il figlio nei momenti di difficoltà…
In questo modo il bambino sente di avere una “base sicura”, appunto; da questa può partire per affacciarsi alla realtà che lo circonda (proprio perché è indispensabile anche essere capaci di “staccarsi” ogni tanto dalla madre per esplorare il mondo esterno). Nello stesso tempo il bambino deve sapere di poter ritornare alla “base”, di poter essere accolto e accudito in ogni momento, soprattutto in quelli di difficoltà.
Non tutte le madri riescono però ad essere in sintonia con i figli..
Pensiamo alle madri depresse, alla madri malate, a quelle che hanno subito gravi lutti, che sono sole o che non hanno desiderato il loro bambino… Molte madri non si rendono conto dei bisogni del loro bambino, tendono a ridicolarizzarli; non si assumono la responsabilità di guidare il loro figlio, non imparano a socializzare con lui.
Vediamo cosa può accadere a seconda dei casi….

1) Se la madre è sufficientemente vicina, si sintonizza con le richieste del figlio, è capace di risposte sensibili, è probabile che il bambino sviluppi nella prima infanzia un attaccamento con la figura materna di tipo SICURO. In questo modo il bambino si costruirà un modello mentale (che si definisce “modello operativo interno”) secondo cui la madre è disponibile, affettivamente presente. Si costruirà nello stesso tempo un modello del sé secondo cui egli è degno di ricevere cure e amore: è come se il bambino si trovasse di fronte a uno specchio: se la madre è attenta a lui, egli pensa di poter essere degno di attenzione. I bambini che hanno un attaccamento sicuro con la madre amano il gioco, sono sorridenti, capaci di socializzare e di esplorare il mondo. Diventeranno spesso degli adolescenti con molti amici, amati e pieni di risorse, educati e generosi coi coetanei, aperti alle nuove esperienze.
Ci sono dei casi in cui, invece, la madre non riesce a sintonizzarsi coi bisogni del figlio.

2) A volte la madre è evitante, cioè sta sempre sulle sue, non ama il contatto fisico col bambino, non lo prende mai in braccio… Il bambino e la madre svilupperanno un attaccamento di tipo EVITANTE. Come la madre evita il bambino, anche il bambino comincerà ad evitare la madre per non rimanere deluso (seguite sempre l’esempio dello “specchio”). Il bimbo comincerà ad essere diffidente, non ricercherà il contatto dalla madre, si allontanerà da lei. Cercherà quindi di opporsi alla tendenza naturale che lo spingerebbe a rivolgersi alla mamma, per evitare di essere rifiutato. Penserà di non essere un soggetto degno di amore, e questo potrà condizionarlo anche successivamente, per esempio in età adolescenziale, quando comincerà ad avvicinarsi ai coetanei dell’altro sesso.

3) Altre volte la madre è completamente “scollegata” rispetto alle esigenze del figlio. Quando il bambino avrebbe bisogno di ricevere attenzione, ella si distacca e si disinteressa. Quando il bambino vorrebbe starsene da solo a giocare o ad esplorare il mondo che lo circonda, la madre si “attacca” insistentemente al figlio, non permettendogli di fare delle esperienze importanti per la sua crescita. Parliamo in questo caso di un attaccamento di tipo AMBIVALENTE. Il bambino non é mai certo della disponibilità della mamma. Non sa se ella sarà pronta a dare aiuto in caso di pericolo. Il bambino teme quindi di separarsi con la madre, anche per breve tempo. Il distacco gli crea ansia, proprio perché la mamma è disponibile e supportiva solo in alcuni momenti. Questo non fornisce al bambino quella “base sicura” di cui avrebbe bisogno. Ecco perché il bambino avrà spesso timore di ciò che insolito e nuovo… Molti dei bambini che hanno un attaccamento ambivalente, diventeranno degli adolescenti a tratti aggressivi, a tratti fragili e pieni di insicurezze…



Dieci ragioni per non picchiare i vostri bambini (di Jan Hunt, M.Sc. )
Come insegnare l'autocontrollo ai nostri figli (Rubrica dott. Luigi Mastronardi)
Fasi di crescita da bambino a preadolescente (Testo di Stelvio Beraldo)
Fobie nei bambini ed adolescenti
Lutto, perdita e separazione
Deficit attenzione/iperattività
Disturbo dell'espressione del linguaggio
Torna alla pagina Essere Genitori