
Allergie ai detergenti
Quasi tutti i
prodotti per la pulizia e la cura della nostra bellezza sono tossici, e per
nessun motivo ci verrebbe in mente di ingerirli. Ma questo ci mette al riparo
dagli avvelenamenti, non dai disturbi e dalle allergie. Quali sono i prodotti
“sotto accusa”?
Profumi, cosmetici, deodoranti e antitraspiranti,
prodotti per la depilazione, shampoo, smalto per unghie, tinture, brillantine,
lozioni per capelli, detersivi per la pulizia della casa possono trasformarsi in
sostanze allergizzanti. I linfociti mediano la reazione allergica, dopo un primo
“contatto” con l’allergene si sensibilizzano, cioč lo riconoscono e all’incontro
successivo scatenano la reazione immunitaria.
L’epidermide delle mani č la
sede preferita delle dermatiti da contatto, ma anche padiglioni auricolari,
ascelle, palpebre e unghie sono nel mirino. Come si manifesta l’allergia ai
detergenti? Inizialmente con prurito, arrossamento della pelle, poi con
vescicole che tendono a rompersi facilmente e che col tempo si trasformano in
croste.
Se il contatto con il prodotto che ha scatenato la reazione
allergica persiste la cute s’ispessisce, appare pigmentata, fessurata e
ricoperta da squame. La dermatite non compare mai prima di 5-7 giorni dal primo
contatto con la sostanza. Dopo ogni contatto l’allergene scatena le lesioni
cutanee in 24-48 ore.
Quali sono le precauzioni da adottare? evitare il
contatto o eliminare le sostanze responsabili dell’allergia effettuare test
epicutanei per individuare la sostanza “scatenante” ridurre al minimo l’utilizzo
di detergenti e saponi applicare creme idratanti ed emollienti dopo il bagno
indossare guanti di cotone per maneggiare le sostanze incriminate indossare
abiti in tessuti naturali rivolgersi al dermatologo prima di improvvisare una
qualunque terapia.
Maria Grutt